Molti compressori delle fabbriche lavorano in realtà "a pressione ridotta". La produzione richiede davvero solo 0,3–0,45 MPa, ma è installata una macchina da 0,7–0,8 MPa e poi si abbassa la pressione con un riduttore. La pressione cala, ma l'energia in più consumata non torna indietro: comprimere lo stesso volume di gas a un livello di pressione più alto costa di per sé più energia.
La serie FL di compressori a vite a bassa pressione ESSENCE corregge questo problema all'origine. Con una pressione di esercizio di 0,3–0,45 MPa, una portata di 6,0–50,8 m³/min e una potenza di 30–220 kW, progetta il gruppo vite direttamente per le condizioni di bassa pressione, con modelli che coprono FL30A, FL37A e da FL37A-3 a FL160A-3 e altri.
Il consumo energetico di un compressore è strettamente legato alla pressione di scarico: più alto è il livello di pressione, maggiore è il consumo per unità di portata. Quando il punto di utilizzo non richiede una pressione così alta, la parte in eccesso, dalla produzione fino allo scarico dal riduttore, consuma energia elettrica per tutto il percorso. Questo spreco non compare in nessuna bolletta, ma si accumula con il tempo di esercizio. Il senso dei modelli a bassa pressione sta proprio nell'allineare la pressione di uscita dell'apparecchiatura alla reale esigenza del processo: non rendere la macchina più debole, ma evitarle di fare lavoro inutile. Più chiaro è questo conto, più immediato è il valore della soluzione a bassa pressione.
Va precisato che un modello a bassa pressione non è semplicemente un modello ad alta pressione con la pressione abbassata. In condizioni di bassa pressione, profilo dei rotori, regime e abbinamento delle portate del gruppo vite richiedono considerazioni diverse, e solo un progetto specifico per i parametri di bassa pressione consente di erogare una portata maggiore a parità di potenza. La serie FL fissa la pressione di esercizio a 0,3–0,45 MPa proprio attorno all'obiettivo "bassa pressione, grande portata", ed è questa la differenza più sostanziale rispetto ai modelli universali ad alta pressione. In altre parole, i modelli a bassa pressione risolvono il problema di "usare l'energia dove serve": dal momento che il processo richiede solo bassa pressione, non ha senso comprimere prima l'aria ad alta pressione per poi scaricarla.
Dai parametri si vede che l'intervallo di portata della serie FL, da 6,0 a 50,8 m³/min, ha un'escursione molto ampia, con potenza che va da 30 kW fino a 220 kW. In particolare, FL30A e FL37A corrispondono a tre livelli di pressione 0,35/0,4/0,45 MPa, mentre da FL37A-3 a FL160A-3 lavorano a 0,3 MPa. Questa impostazione "una serie, più punti di pressione" consente all'utente di selezionare con precisione in base alla reale esigenza di pressione del proprio processo, senza pagare per un livello di pressione che non serve. Per una fabbrica con una scala di consumo d'aria media, questo intervallo elimina in pratica la necessità di cambiare serie.
L'ambito di applicazione dell'aria a bassa pressione è più ampio di quanto molti immaginino. Tutte le situazioni in cui "il consumo d'aria è grande e la pressione richiesta non è alta" sono terreno dei modelli a bassa pressione: fasi come trasporto di materiali, agitazione, soffiaggio e aerazione danno spesso più importanza all'abbondanza della portata che all'altezza della pressione. In questi scenari la configurazione a bassa pressione e grande portata si adatta meglio al ritmo del processo ed evita lo stato inefficiente di apparecchiature ad alta pressione in funzione a lungo su piccole portate. Per simili processi, in fase di selezione il dato da verificare per primo è la curva di portata, non il limite superiore di pressione.
Per capire se serve un modello a bassa pressione, si può fare prima un semplice autocheck: elencare le fasi delle apparecchiature di utilizzo che richiedono davvero più di 0,6 MPa e vedere che percentuale rappresentano. Se la stragrande maggioranza dei processi lavora sotto 0,45 MPa, allora il livello di pressione in più del modello ad alta pressione esistente viene sprecato nel lungo periodo.
Al contrario, se in officina esistono davvero punti d'uso ad alta pressione, conviene considerare l'alimentazione a pressione separata: far gestire ad apparecchiature ad alta e bassa pressione ciascuna una parte, invece di affidare tutto a una sola macchina ad alta pressione. L'idea dell'alimentazione a pressione separata riduce spesso i costi di esercizio più della semplice sostituzione con una macchina più grande ed è più favorevole a gestire separatamente le esigenze d'aria dei diversi processi.
| Voce | Specifica |
|---|---|
| Pressione di esercizio | 0,3–0,45 MPa |
| Portata | 6,0–50,8 m³/min |
| Campo di potenza | 30–220 kW |
Risparmiare energia non significa solo sostituire l'apparecchiatura con una a inverter, ma anche allineare l'uscita dell'apparecchiatura alla domanda reale. La serie FL fissa la pressione di esercizio a 0,3–0,45 MPa e copre le applicazioni a bassa pressione con l'ampio intervallo di portata 6,0–50,8 m³/min: per i processi che non hanno bisogno di alta pressione, è un approccio al risparmio più diretto.
| kW/HP | MPa m³/min dB(A) L×W×H kg |
|---|---|
| Pressione di Esercizio | 0.3~0.45 MPa; portata d'aria 6.0~50.8 m³/min; campo di potenza 30~220 kW |
| Pressione di Esercizio | 0.3~0.45 MPa |
| Portata d'Aria | 6.0~50.8 m³/min |
| Campo di Potenza | 30~220 kW |





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